La teoria dei giochi e la caffettiera elettrica

Posted by admin | Brodo,vita di merda | giovedì 8 aprile 2010 09:45

Che ci crediate o meno questa non è una caffettiera elettrica programmabile.

caffettiera

E’ un equilibrio di Nash

tempo_programmazione

Ma aiutiamoci con un esempio:

tempo_programmazione1

No vabbé questo è troppo banale.
Chiediamo aiuto a un altro esempio:

tempo_programmazione2

Trieste e il suo strano rapporto col genio [from Facebook]

Posted by admin | Witz | mercoledì 15 luglio 2009 12:35

[Dalle mie note di Facebook]

Un Perozzi triestino, con la sedia sdraio piegata in tre e blindata al portapacchi dello scooter non si sa come. Mi ricordava che il genio è fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione.

In questi giorni a Trieste si è celebrata l’ultima puntata di IT’S
IT’S è un concorso di moda.
Vengono selezionati 8 finalisti tra i partecipanti,
e a Trieste si celebra il gran finale agli inizi di Luglio.

Di solito trionfa uno strano gusto dell’estremo.
Tipo che un anno vince gente che propone modelli vestiti di pneumatici,
e l’anno dopo vince uno che progetta cappelli a forma di mansarda col mutuo a tasso fisso.

Quando c’è IT’S la città trasuda omosessualità post-modern.
Io odio IT’S.
Perché è un evento blindato.
Privo di osmosi col territorio.
Blindato e ghettizzato.

Questi artisti/stilisti/giornalis

ti/post-modernisti
piombano qui il venerdì sera e credono che Trieste sia la culla
della Mittel-Moda. Dell’avanguardia che incontra la cultura ottocentesca.
Che la migliore House Music d’Europa la si ascolti il venerdì sera, all’Ausonia.
Solo perché, per pura coincidenza, in quel momento mette i dischi Spiller.

Insomma sti quattro stronzi tornano a casa, chi a Tokio, chi a Barcelona, credendo che la
città del prossimo decennio sarà sicuramente Trieste.

Il dramma è che quando cerchi un tifoso dell’Unione non lo trovi mai.
Un tifoso dell’Unione che capita per caso all’Ausonia alle due di notte,
e vede uno vestito con la tuta da meccanico ma color Lilla.
E le scarpe verde fluo.
E che gira con tanti anelli sulla mano destra.
E un braccialetto con appesa una Barbie che penzola.
E lo cricca di botte.

Perché Trieste sono anche “pupoli” e “longhi” per strada.
Molto più di IT’S.

Sabato sera bevevo un ottimo bianco in un posto che si chiama Salumare.
Un locale wannabe-Milano che affianca del buon vino alla crudité di pesce.

Passa uno con la cresta viola.
Passa un altro con le scarpe palmate. Una sorta di ornitorinco bipede.
Passa un altro con le calze a rete e le bermuda e un serpente di gomma al collo.

Si forma il corteo.
Il corteo di quelli di IT’S.
E tutti si voltano a guardarli.
Creature ibride trapiantate lì per 4 giorni.
E tutti si chiedono chi cazzo sono. Perché nessuno sa cos’è IT’S

Un branco. 60 persone. Un circo.
Che parla inglese, spanglish, giapponese.
Un branco tutto compatto che svolta da Cavana verso Piazza Hortis.

In quel momento, uno scooter.
Uno scooter con due muloni sopra, lo sdraio piegato in tre,
e gli asciugamani da mare sotto braccio.

Quello scooter ha la sfortuna di svoltare nello stesso momento del branco.
Un branco, con in mezzo lo scooter dei due muloni che procede a passo d’uomo.
Il primo mulone bestemmia.
Ma la bestemmia non è genio.

Il secondo mulone si guarda attorno.
Scruta dal casco la folla/follia da cui è circondato
E comincia a urlare “muuuuuuuuu”
Imitando il verso della mucca.
Il primo mulone gli fa immediatamente eco e comincia a urlare “beeeeeeee”
Imitando il verso della capra.
“Muuuuuuuu”
“Beeeeeeee”
La gente è allibita.
Il corteo si ammutolisce e li guarda.
Il mulone dello scooter alza il braccio e si mette alla testa del branco simulando la figura del pastore.
“Muuuuuuuu”
“Beeeeeee”
Ogni tanto rallentano e affiancando uno a caso cominciano ad abbaiare
intimandogli di rientrare nel pascolo.

Continuano per 5 minuti esatti.
Urlando fortissimo.
E smettendo solo quando incontrano un senso unico.

IT’S WITZ

Quanto costa la serenità? 10 Centesimi [from Facebook]

Posted by admin | Sfighe | mercoledì 15 luglio 2009 12:33

[Dalle mie note di Facebook]

Costanza ieri sera ha deciso di sbrinare il frigo.
Rinunciare a quello splendido monolite di ghiaccio che mi impediva di mangiare surgelati
mi mette ansia.
Figuratevi poi quando scopro a 24ore di distanza che sbrinare il frigo porta anche sfiga.

Ieri sera mi metto su Gioco Digitale e perdo 13 buyin consecutivi.
Perdo anche il supersatellite per il Poker Grand Prix perché un handicappato grave
decide di giocarsi il torneo per un allin preflop da 40 big blind a testa con AJ, io KK

Chiudo la parentesi pokeristica e apro la parentesi Vespa.
Non trovo le chiavi. Lasciate a casa.
Risali le scale.

Torno alla vespa. Cazzo. Ho dimenticato la busta della roba tolta dal frigorifero pro-sbrinatura e diretta al frigorifero del mio ufficio.
Risali le scale.

Torno alla vespa. Puttana eva troia. Ho dimenticato le due copie di Euregio
che devo spedire alla Nonino da circa due mesi e ieri ho ricevuto un ultimatum minatorio pesantissimo.
Risali le scale.

Accendo la Vespa. La Vespa non si accende.
Morta la batteria. Tento di rianimarla. E’ andata.
Bestemmio tutti i santi del calendario gregoriano e anche quelli del calendario di Sosigene.
Lasciando fuori Sant’Enrico. 13 Luglio.
Porto a caricare la batteria. E urlo e bestemmio come un cinghiale sardo.

Già che ci sono vado a comprare anche l’olio e il tizio si incazza con me perché non so se la Vespa è una due tempi o una quattro tempi. Se ti dico il cazzo di modello della Vespa, visto che vendi TU quell’olio di merda, mi saprai vendere l’olio giusto? E anche se così non fosse perché ti incazzi?

Entro in ufficio e scarico le mail. La prima mail è del mio commercialista che mi comunica il totale del saldo+acconto INPS da versare entro il 16 di luglio. Vado in bagno a vomitare.
Nausea pesante e reazioni allergiche. E’ poco meno del doppio di quanto avevo preventivato.
E non ridete, che dopo che il poker coi conti son diventato bravo.
Chiamo il mio commercialista circa 17 volte ma non mi risponde.
Piango. E attendo l’infarto.
Cerco un cilicio su ebay per soffrire ancora di più.
Poi cerco un contatto di un commercialista su facebook (god bless social networking) che confermi o smentisca i miei conti.
Lo trovo. Mi consola ma non troppo.
Quello dei commercialisti è un lavoro con troppe variabili. Tipo il poker.
Solo che è più difficile perché gli cambiano le regole ogni anno.

Richiamo il commercialista.
Sto testa di cazzo mi ribadisce la cifra.
Io lo inchiodo al telefono a suon di bestemmie e facciamo i conticini insieme.
Sto grandissima enorme testa di cazzo aveva saltato due fatture e sbagliato i conti.
Insomma la morale è che le cifre giuste erano le mie.
Tiro un sospiro di sollievo.

Ma il capolavoro deve ancora arrivare.
Recupero la batteria che trasudava elettricità da ogni poro.
Funziona tutto. Incredibile.

Costanza mi avverte, coi suoi tremendi messaggini che sembrano tanto amorosi ma in realtà ti stanno dando ordini, che devo passare a fare la spesa ricordandomi di NON comprare roba che vada in frigo.

Puttana eva, il frigo. E ricomincia la maledizione.

Entro al supermercato.
Faccio una spesa lampo. Tra le altre cose prendo una confezione da due “gran miscela” della coop. Caffé.
Caffé merdoso ma che se bevi caffelatte non conta. 3 euro e 25

Passo alla cassa. Coda infinita.
Bestemmio. Ma bestemmio proprio tanto.
Ho fretta.
Devo finire un lavoro con urgenza.
Miracolo, se ne apre un’altra.

Ma non c’è un cassiere. C’è un magazziniere prestato a cassiere.

Mi fa il conto.
Che mi sembra un po’ altino.
Pago.
Controllo lo scontrino.
Mi ha segnato il “gran miscela” due volte.
Glielo faccio notare.
Lui controlla.
Ha sbagliato.
Ma prima di ridarmi i soldi mi fa aspettare il conto di due persone.
Mi ridà i soldi.
Esco e scopro che mi ha ridato 3euro e 15.
Bestemmio e rientro.
Mi guarda dubbioso.
“Son sicuro che te gò dato 3 e 25”
Insisto.
Lui cede. E riconosce l’errore.
Per ridarmi i 10 centesimi mi fa aspettare altre due persone.
Apre la cassa.
E per farmi un dispetto mi dà il resto in pezzi da un centesimo.

Al che impazzisco.
Giuro impazzisco.
Mi avvicino a 5 cm dalla sua faccia
urlando dammi “10 centesimi in un pezzo unico”
Nel frattempo sento nel suo alito una punta di avvinazzamento.
E aggiungo “…imbriago del cazzo”.

Lui mi risponde “no son un cambiavalute”.

Boom.

La coda delle gente esplode in insulti.
Tutti che urlano e minacciano.
Minacciano me.
Un tizio mi urla “malà, curite”
“Te li dago mi 10 centesimi”
“No romper i coioni”

Boom.

Tra me e la cassa si è interposto un signore.
Alle spalle dell signore che mi tiene lontano dalla cassa,
il cassiere-magazziniere mi urla “te gà sentì? Non romper i coioni”

Boom

Il signore del “curite, malà” prende la via dell’uscita.
Mi guarda e mi urla “curite, mona”.

Lo inseguo correndo e gli tiro addosso una monetina da un euro.
Urlandogli “tieni pure il resto”.
Momento Alemao.
Lo becco giusto giusto sul collo.
Il signore torna verso di me
e io mi scaglio su di lui ma il tizio che prima era frapposto
tra me e la cassa mi tiene per la maniglia del mio zaino.
E io cado.

Boom

La storia finisce qui. Con me per terra.
Il signore che se ne va.
Il frapposto che aiuta a rialzarmi.
E la direzione che si scusa.
E il magazziniere pure.
E io che torno a casa.
E che non posso finire il lavoro.
Perché sta merda di frigorifero ha allagato mezza casa.
Il fornello invece funziona benissimo.
E sul fuoco c’è una tisana.

Maledetta quella volta

Posted by admin | Questionario | giovedì 9 aprile 2009 10:46

Sono alle prese con una nuova ricerca.
En passant vi lascio il link, compilate il questionario, fatemi un favore.
Link al questionario

Due giorni fa preparo una mail.
Voglio avvisare tutti i miei contatti che ho messo online il questionario.
Sono 340.
Cazzo, 340.

Faccio il simpatico, inizio scrivendo quello che scrivo di solito.
Che è una formula che mi piace:

“Se ricevi questa mail significa che in qualche modo ci conosciamo”.
Niente di più, niente di meno che dire ai tuoi contatti,
“hey per favore rispondi a un questionario se hai voglia e tempo”.

Parentesi.
Io subisco molto i lutti. Sono una persona tradizionalista, conservatrice, radicata e schiava delle proprie abitudini.
Se mi muore qualcuno attorno, la prendo male.
L’unico lutto per il quale ho sorriso, è la morte di questo blog.
Di come l’ho straziato e fatto appassire. Godo.
Chiusa parentesi.

Bene, mando 340 mail.
Posto il link su facebook.
Aggiorno gli status di skype e gtalk segnalando il questionario.

Le persone mi rispondono.
Mi rispondono in molti, circa una quarantina.

– uno su facebook mi scrive in privato dicendomi che lo devo pagare per tutto il tempo che ha perso a compilarlo.
Me l’ha scritto 5 minuti dopo aver comprato “spranga” in “guerra tra bande”.

– c’è chi mi scrive che le domande sulla politica/federalismo/stampa/televisione/dati anagrafici/reddito/consumi/turismo/blog/forum/newsletter/chat/facebook/troia/escort/Lavenerebianca/tecnologia/tempotrascorsosuinternet/mauriziaparadiso erano formulate male

– c’è chi mi scrive che sono uno stronzo. Che non mi faccio sentire da secoli se non per queste mail comunitarie.
La gente sta male. La gente ha la sindrome del “farsi sentire”.

– c’è chi mi scrive che il link non funziona, che non riesce a compilare il questionario, che gli si blocca a metà, che non apre la pagina

– c’è chi mi scrive che non avendo un account sui social network e avendo risposto NO alla domanda “hai un account sui social network?” si lamenta che il sistema l’ha sbattuto fuori. Strano.

– c’è chi mi scrive che è un questionario leghista perché ci sono domande sul Federalismo

40 risposte. Su 40, 39 si lamentano. 39 mi fanno notare che c’è qualcosa che non va.
Sono 15 anni che sono in rete.
E le conosco perfettamente le logiche.
Ma di solito era abituato a una proporzione di 1-10.
Su 10 persone, 9 mi spaccano il cazzo in modo totalmente gratuito. Una invece apprezza l’iniziativa.
La proporzione 1 a 40 per me è totalmente inedita.
Ah quell’unica mail recita così “Hey ciao, come stai? Che piacere risentirti! Sai che a settembre mi sposo?”

Ecco.
La verità è che la gente sta male.

A un certo punto in una domanda dedicata ai laureati, chiedo l’appartenenza alla disciplina.
Seguo dei parametri ISTAT. E lo scrivo: >>>>>> “PARAMETRI ISTAT”.
Nel senso che DEVO usare quei parametri.

Mi scrivono una mail: “Secondo me la domanda sul tipo di laurea è sbagliata. I parametri sono sbagliati“.
Amici, io non ho tutto sto gran periodo.
Ma se dipendesse da me io farei un questionario con un’unica domanda:

questionario

Sono tornato, e non sono il solo

Posted by EdTv | Lucertola | giovedì 19 marzo 2009 12:26

E’ rispuntata oggi.
Come me.

lucertola2

A proposito di Golden Globe

Posted by EdTv | Brodo | martedì 13 gennaio 2009 20:38

Se qualcuno credeva di aver visto Millionaire,
c’è un Pomini da mandare a memoria.
http://soulfood.blogspot.com/2009/01/laccendiamo.html

Maledetta quella volta che ho fatto un’eccezione al mio credo 2008/2009
di non mettere mai più piede in un cinema.

Posted by EdTv | Brodo | mercoledì 7 gennaio 2009 15:57

spettacolopuro3

Turismo 2.0, i love terrones

Posted by EdTv | Terroni | venerdì 28 novembre 2008 12:28

Mentre mi immergevo in una mattinata prelavorativa
massacrando due tavoli su Gioco Digitale
mi è arrivata questa mail di spam.
Che di solito io lo spam non me lo filo molto.
Ma questo.

Il mittente è questo portale: www.futurainternational.it

Carissimi amici del Salento,
stiamo in fase di elaborazione dell’ultimo numero di
Info-Salento 2009, cioè il numero natalizio in cui
troverete un sacco di articoli, comunicazioni, prelibatezze
sul Natale salentino. Con questa nostra rivista vogliamo
portare il Salento in tutto il mondo, ma soprattutto a
coloro che amano questa terra
, oppure a coloro che la
vorrebbero quanto prima conoscere e, forse, adorare.

Coloro che vorrebbero approfittare delle pagine dei lettori
per fare a noi della redazione come anche a tutti i lettori
sparsi nel mondo delle comunicazioni, […..].

Se non sei ancora abbonato e vorresti conoscere le
modalità di adesione, oppure vorresti ricevere una copia
omaggio [….]. Oltre che le News sulla rivista puoi informarti su alcuni
avvenimenti del Salento sul nostro sito www.info-salento.it

Oggi p.es. vi è un articolo interessante sulla coppia
Romano Olindo e Rosa (delitto di Erba), che sono stati per
diversi anni assidui frequentatori di Lido Marini qui nel
Salento.
Potete, inoltre, leggere sul sito una comunicazione
dell’onorevole Franco Narducci che riguarda alcune
novità per coloro che per anni e anni sono stati esposti
all’amianto in Italia ed in Svizzera. Tante altre notizie
le potrai spaginare sempre sul medesimo sito.

Buona giornata.
Salutoni

Ah, questo è il subject della mail:

Olindo e Rosa Romano per anni frequentatori Lido Marini nel Salento

Tranquilli, con me le donne non si annoiano mai

Posted by EdTv | Brodo | venerdì 21 novembre 2008 00:17

dormire sul divano

dormire sul divano1

dormire sul divano2

dormire sul divano3

dormire sul divano4

dormire sul divano5

Incidere una svastica sulla carrozzeria di un’auto francese- Ultima Parte

Posted by EdTv | Brodo | lunedì 10 novembre 2008 16:14

Questa storia ha annoiato forse prima me che voi.
Quindi la faccio breve.

La lettera continua che la tizia si sta avvicinando alla data del dottorato.
Ha un appuntamento a casa del professore.
Rimane bloccata nella neve per 5 ore.
Arriva a casa del professore che è notte.
Si ferma lì a dormire.

L’appuntamento serviva per fornire le indicazioni bibliografiche necessarie per passare l’esame.
A un certo punto il professore fa “scusa un attimo” e va in bagno.

Solo che caga con la porta aperta.
E la tizia sente tutto.
Dottorato e merda.

Poi se ne va a casa e comincia a studiare.
Il professore le dà dei compitini da svolgere.
Lei li svolge e li spedisce al professore.

Il professore però a un certo punto sparisce.
Non risponde nemmeno al telefono.
Si fa vivo solo una volta, al telefono.
E la rassicura. Le dice di non preoccuparsi.
Che tanto la traccia dell’esame l’avrebbe scritta lui.

E le dice di prepararsi bene su un punto molto specifico.
E lei è rassicurata.

Però il professore non risponderà mai più al telefono.

Arriva il giorno dell’esame e ci sono 20 persone.
Lei è l’unica la cui formazione è coerente con il tema del dottorato.
Allora si siede sempre più tranquilla.

Arriva la traccia. Ma la traccia non c’entra nulla
con quanto lei ha studiato fino a ora.
Ma proprio nulla. Tutta un’altra cosa.
Allora capisce che qualcuno l’ha fregata di brutto.

Allora si alza.
E riconsegna il foglio in bianco.
E bestemmia tra sé e sé.
Esce, va in bagno e piange a dirotto.

Aspetta l’uscita del professore.
Chiede spiegazioni. Ma il professore fa finta di nulla.
E come tutte le persone deboli quando viene attaccata,
attacca di conseguenza.
E la taccia di totale incompetenza e ignoranza.

Allora lei se ne va.

Passa una settimana.

Ed è una mattina come un’altra
quando lei si sveglia
prende il treno
si dirige al parcheggio del dipartimento,
sì, il dipartimento che lei sognava.

Tira fuori una chiave e incide una svastica sulla portiera
dell’auto del suo professore.

Questa lettera finisce così.
Non l’ho riportata tutta
primo perché mi stavo annoiando
secondo perché non esiste nessuna lettera,
il protagonista di tutto questo sono io.

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